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Bce lascia i tassi invariati

Bce lascia tassi invariati, al via riesame della strategia

Confermati guidance e Qe a 20 miliardi al mese "finché necessario"

 

“La crescita nell’eurozona continua ma ad un passo moderato”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, in conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo, spiegando che a “pesare è la debolezza del settore manifatturiero”.

“Un ampio grado di accomodamento monetario è ancora necessario per una sostenuta convergenza dell’inflazione a livelli inferiori ma vicini al 2% nel medio termine”, ha aggiunto.  “Rivedremo l’intera strategia della Bce: come raggiungiamo i nostri obiettivi, quali strumenti abbiamo a disposizione e com’è la nostra comunicazione”, ha detto la presidente della Bce sottolineando che “sarà un esercizio ad ampio raggio che durerà per tutto il 2020″. La Bce punta a completare la revisione della strategia per novembre o dicembre, ha specificato Lagarde.

“Il tema dei cambiamenti climatici verrà preso in considerazione durante la revisione della nostra strategia”, ha detto aggiungendo che nel processo di riesame verranno valutati anche gli effetti dei tassi negativi, ma pure la comunicazione e i target d’inflazione.

“Le incertezze legate al commercio internazionale si sono leggermente ridotte, ma non sono svanite” dopo la firma della ‘fase 1’ dell’intesa tra Stati Uniti e Cina. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella prima conferenza stampa del 2020 della Bce a Francoforte. “La Bce - ha aggiunto Lagarde - continuerà a monitorare attentamente quale sarà l’impatto” delle questioni commerciali “sull’economia dell’eurozona”.  “Una buona notizia l’incontro tra la
presidente della commissione Europea, Ursula Von der Leyen e il Presidente Usa Donald Trump sul commercio”.

Parte ufficialmente la revisione strategica. 

La Bce ha lanciato oggi la revisione strategica della sua politica monetaria, che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. “Il riesame - si legge in un comunicato -includerà la formulazione quantitativa della stabilità dei prezzi, gli strumenti di politica monetaria, l’analisi economica e monetaria e le prassi di comunicazione”.

“In questo processo saranno considerati anche altri aspetti, quali la stabilità finanziaria, l’occupazione e la sostenibilità ambientale” e “il processo si dovrebbe concludere entro la fine del 2020″. Inoltre “il riesame si baserà su un’analisi accurata e sarà affrontato con spirito di apertura, coinvolgendo tutte le parti interessate”. 

La prima revisione strategica della Bce era stata adottato nel 1998 e nel 2003 l’istituto aveva provveduto a chiarire alcuni elementi. “Dal 2003 - come si legge nel comunicato della Bce - l’economia dell’area dell’euro e a livello mondiale è stata interessata da profondi cambiamenti strutturali. Il calo della crescita potenziale, a fronte del rallentamento della produttività e dell’invecchiamento demografico, nonchè l’eredità della crisi finanziaria hanno compresso i tassi di interesse, riducendo il margine della Bce e delle altre banche centrali per un allentamento della politica monetaria con strumenti convenzionali in presenza di andamenti congiunturali avversi”. “Inoltre - prosegue la nota - affrontare bassi livelli di inflazione è diverso rispetto alla sfida storica di un’inflazione elevata. La minaccia alla sostenibilità ambientale, la rapida digitalizzazione, la globalizzazione e l’evoluzione delle strutture finanziarie hanno ulteriormente trasformato il contesto in cui opera la politica monetaria, incluse le dinamiche dell’inflazione. Dinanzi a queste sfide, il Consiglio direttivo ha deciso di intraprendere un riesame della propria strategia di politica monetaria, nel pieno rispetto del mandato di stabilità dei prezzi della Bce sancito dal Trattato”.


“Le nostre economie sono investite da profondi cambiamenti; è quindi tempo di un riesame della strategia per assicurare che assolviamo il nostro mandato nel miglior interesse degli europei”, ha dichiarato la Presidente della Bce Christine Lagarde. Più nel dettaglio il Consiglio direttivo “farà il punto su come la strategia di politica monetaria abbia sostenuto nel corso degli anni l’assolvimento del mandato della Bce ai sensi del Trattato e valuterà se vi siano elementi della strategia che richiedono un aggiustamento. La formulazione quantitativa della stabilità dei prezzi, unitamente all’approccio e agli strumenti attraverso cui si realizza la stabilità dei prezzi, sarà al centro di questo esercizio. Nel riesame inoltre si terrà conto di come altri aspetti, quali la stabilità finanziaria, l’occupazione e la sostenibilità ambientale, possano essere rilevanti nel perseguimento del mandato della Bce”. Il Consiglio direttivo valuterà anche “l’efficacia e i potenziali effetti collaterali degli strumenti di politica monetaria sviluppati nel corso dell’ultimo decennio. Esaminerà come andrebbe aggiornata, anche alla luce delle attuali e delle nuove tendenze, l’analisi economica e monetaria su cui si basa la Bce per valutare i rischi per la stabilità dei prezzi. Infine si soffermerà sulle prassi di comunicazione”.


“Il processo - si legge ancora nella nota - si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno. Il lavoro del Consiglio direttivo sarà guidato da due principi: analisi accurata e spirito di apertura. L’Eurosistema coinvolgerà quindi tutte le parti interessate”.

Le decisioni di politica monetaria.

La Banca Centrale Europea lascia fermi i tassi d’interesse: il tasso principale resta a zero, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. “Il Consiglio direttivo della Bce si attende che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà le prospettive d’inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2%”.

Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di avviare un riesame della strategia di politica monetaria, come anticipato il mese scorso dalla presidente Christine Lagarde.

La Bce conferma che gli acquisti netti previsti dal programma di acquisto di attività al ritmo mensile di 20 miliardi di euro “proseguiranno finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della Bce”. Il Consiglio direttivo “intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

 

Tratto da huffingtonpost.it

23 gennaio 2020

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