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MUTUI E SURROGHE TORNANO A CRESCERE DOPO NOVE MESI DI CONTRAZIONE

Appaiono finalmente in ripresa le richieste di mutui e surroghe, dopo nove mesi di contrazione. Come fotografa il Barometro CRIF, le famiglie italiane hanno fatto registrare un aumento delle domande di prestito dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Anche l’importo medio richiesto sembra in netto rialzo: nel mese di settembre si è parlato di una media di 133.315 euro, +4,7% in confronto allo scorso anno. Entrando più nel dettaglio, si tratta del valore più alto registrato dopo il picco di giugno 2012, quando si era arrivati addirittura a 133.760 euro in media. Per quanto riguarda le fasce di importo, la preferita da circa il 29,5% del totale è stata quella compresa tra 100.001 e 150.000 euro. Un quarto del totale ha invece optato per importi inferiori a 75 mila euro, di solito relativi ai mutui di sostituzione.

Un dato positivo, dunque, dopo la lunga fase di decrescita. Ora sarà necessario capire se si tratti di un episodio isolato o se, in futuro, tornerà a dominare il segno “più”. Saranno le prossime rilevazioni a permettere di determinare quanto la dinamica complessiva sarà stata influenzata da una ripresa dei mutui di sostituzione.

Classi di durata e fasce d’età

Nel mese di settembre gli italiani hanno preferito piani di rimborso superiori ai 15 anni, scelti dal 75% dei richiedenti. In particolare, è andata per la maggiore la classe di durata con piani di rimborso che vanno dai 16 ai 20 anni: in questa porzione si sono concentrate il 25,1% delle richieste. I piani con durata inferiore ai 5 anni, invece, sono in costante contrazione e fanno registrare solo lo 0,5% del totale.

Per quanto riguarda le fasce d’età, a trainare le richieste sono i giovani under 35, che rappresentano il 30% del totale. Al primo posto, però, si conferma la fascia d’età compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 33,9% sul totale.

“Il miglioramento della fiducia delle famiglie – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF – potrebbe aver contribuito, insieme al perdurare delle favorevoli condizioni di offerta, a favorire il recupero della domanda di acquisto di abitazioni sia per prima casa, ma anche per investimento, soprattutto nelle grandi aree urbane”.

di Giulia Dallagiovanna

Tratto da immobiliare.it

 

22 ottobre 2019

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